I nasoni di Roma: 150 anni di acqua per tutti – Italština B1
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I nasoni di Roma: 150 anni di acqua per tutti

A Roma, in ogni quartiere, ci sono piccole fontanelle di metallo che danno acqua fresca tutto il giorno. I romani le chiamano "nasoni" e fanno parte della città da 150 anni. Ma perché esistono, e come si usano?

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Chi cammina per le strade di Roma, prima o poi, si ferma davanti a una piccola fontanella di metallo. È bassa, grigia, e ha un tubo curvo che assomiglia a un naso. Per questo i romani la chiamano “nasone”. A Roma ci sono circa 2 500 nasoni, distribuiti in tutta la città: nelle piazze del centro, nei parchi, davanti alle stazioni e nei quartieri di periferia. L’acqua è fresca, potabile e gratuita.

I primi nasoni sono arrivati a Roma nel 1874, pochi anni dopo l’Unità d’Italia. Il sindaco di allora voleva dare ai cittadini l’acqua potabile direttamente per strada. C’era anche un secondo motivo, più pratico: la rete dell’acqua aveva una pressione troppo alta, e queste fontanelle aperte aiutavano a ridurla. Così il nasone è nato come una soluzione utile per tutta la città. Da quel momento, le fontanelle sono diventate un simbolo di Roma, presente in ogni quartiere.

Bere al nasone richiede un piccolo gesto da imparare. Sul tubo principale c’è un foro in alto. Se metti il dito sotto il tubo, l’acqua sale dal foro come da una piccola fontana. Così puoi bere senza toccare il metallo con le labbra. I turisti spesso non sanno questo trucco e si bagnano i vestiti. I bambini romani, invece, lo imparano molto presto: è uno dei primi segreti della vita di strada.

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